venerdì 11 novembre 2011
quanto vorrei poterti parlare libero, libero per quello che sono senza barriere alcune..
quanto vorrei dirti che mi manchi, mi manca la tua presenza qui con me, e non importa in che dimensione. quanto vorrei poterti abbracciare dopo una giornata dura e dirti che ora tutto è chiuso fuori, al di là della porta e che sei al sicuro e puoi chiudere gli occhi e lasciarti andare e finalmente smettere di essere "pronta". quanto vorrei farti capire che non serve con me stare sulla difensiva, perchè non posso farti del male. semplicemente, ti proteggo io. quanto vorrei farti conoscere il mio mondo, e conoscere il tuo, anche se sono fatti di silenzi lunghi, e dubbi e paure.
vorrei portarti la sera in riva al mare per poter cercare di farti sentire la pace che può dare, e quanta serenità fatta di sospiri ci può essere in una carezza, vorrei farti ridere e farti dimenticare quanto è duro là fuori. vorrei farti capire di non aver paura delle emozioni dolci, perchè tu sei, di giorni di sole sei come una guerriera sempre pronta alla guerra e nei momenti in cui non ce la fai più, nei momenti in cui non riesci più a starci dentro, vorrei prenderti le mani e farti sapere che ci sono, per quanto piccolo posso essere, io ci sono. sono qui.e non ti lascerò cadere, non ti lascerò combattere da sola. quanto vorrei vederti addormentare tenendoti abbracciata a me, sfiorandoti i capelli. quanto vorrei farti arrivare con uno sguardo il mio amore in quei momenti dove ti senti in gabbia. quanto vorrei farti dire che stai volando in cieli sconfinati che hanno tutti i colori che più ami, quanto vorrei poter portarti via da quegli attimi tristi, pesanti che ombrano i tuoi occhi, spesso.se fossi lui non potrei saperti lontano e sola, se fossi lui, adesso non starei scrivendo che sono innamorato di te ma te lo direi magari con un fiore in mano.con un fiore in mano come uno stupido ragazzino che arrossisce davanti ad una lei che le è entrata dentro così tanto da essere l'unico pensiero.
quanto vorrei, toccando un filo d'erba poter farti sentire quanta fragilità e forza ha dentro e quanto ti possa riempire di sensazioni come quando guardi un'alba in silenzio quasi trattenendo il respiro perchè nel profondo del cuore hai il timore che solo un sussurro possa rovinare tutta la magia che ha quel sole nascente..
amore mio, vorrei solo poterti dire quanta importanza hai ora in me. vorrei solo poterti dire che ti amo. e com'è grande questa parola.. tanto che solo a pensarla a volte la temo.. ma è così, per quanto io la vorrei allontanare, io ti amo.
ti amo dell'amore che la luna ha per il sole, la notte del giorno, la magia della realtà che solo per pochi attimi vivono in uno ma che vivono un'eternità di quegli attimi.
mi manchi.anche se non sono parte di te, mi manchi. così tanto da sentire freddo.
stare bloccati a vedere le tue mani realizzare le tue idee, raccontate poi con la voce di altri.. vedere i risultati della tua esperienza prendere forma ed avere successo senza mai prenderne merito.. a volte è distruttivo.. a volte non mi tocca..
sprofondare nei suoi occhi e trovarci una persona che non sei tu, è distruttivo sempre.
non capire, i ruoli, le responsabilità, il tuo limite.. dove, fino a dove posso arrivare?
a volte di notte fermo l'universo e mi lascio prendere per mano solo da quello che ho dentro, a volte è devastante, a volte è talmente bello che mi fa sentire in grado di fare tutto.
mi fanno stare male i tuoi occhi. la tua voce. quando ci sono e quando non ancora peggio. ma volerai via, come tutto qui. volerete via lontano, ormai intoccabili, ormai siete già quasi solo un'idea. un'idea grande e forte che ha marchiato a fondo il mio io vero.
la gioia mista di amarezza che mi dà il sapere della vostra esistenza.
martedì 8 novembre 2011
è assurdo come tutto si sussegua in un continuo di contro sensi, anche le emozioni, gli stati d'animo sembrano impazzire dentro la mia testa, dentro l'anima. mi sveglio il mattino guardando fuori e pensando a quanto mi mancherà quella finestra... a quanto mi mancherà l'oltre la finestra e alla sera, quando rientro guardo fuori sperando che tutto svanisca nella nebbia di casa. arrivo al lavoro carico come mai di voglia di fare, di spaccare il mondo e solo un'ora dopo mi ritrovo incazzato mandando tutto e tutti a quel paese. e vorrei urlare forte che non me ne frega un cazzo!!! e qualche ora dopo di nuovo chino a fare progetti su progetti per qualcosa che non sarà mai mio. ed anche lei. in sua assenza la mente domina il cuore pensando che è proprio da imbecilli perdersi per una persona inutilmente. per nulla, solo sofferenza e al suo arrivo tutto cambia, tutto si inverte. la mia mente sparisce completamente e mi perdo, e da quegli occhi prendo forza, prendo tempo, imparo a sopportare, ad aspettare, a ragionare. e lei nemmeno lo sà. ed ogni volta che se ne va, mi porta via.
e vedo tra le mani, le mie mani tanto lavoro e tanto tempo buttato.
sono stanco di essere fatto in questo modo, sono stanco, tanto. perchè anche io non posso cambiare, fregarmente di tutto? perchè non sono capace di stare zitto, di mandare giù, perchè me la prendo così tanto per qualcosa, un progetto, un amore che mai saranno miei. perchè non imparo che il mondo va a modo loro?
sono davvero esausto di provare emozioni di questa intensità che in un attimo ti innalzano e poi ti devastano. sono stanco.
perchè non finisce tutto in fretta? come quando te ne sei andato papà... che giorno eterno... non finiva mai e nella testa la convinzione che fosse solo un attimo e che poi ti avrei ritrovato a casa. ad aspettarmi.
quanto cazzo di tempo ho buttato papà?
perchè non ho mai avuto il coraggio di parlarti? di chiederti della vita, perchè? e quel giorno, quando una lei mi lasciò, senza dire nulla, tu l'avevi capito... e senza guardarmi in faccia mi hai detto
ross... noi non siamo fortunati con l'amore....
e quanto mi ha fatto stare bene quella frase... e dove cazzo sei adesso???? io mi sento solo, e piccolo, e incapace, e inutile ed ho ancora bisogno di te. di te padre, di te uomo, di te comandante.
e mi dicono
non si sta così per il lavoro...
ma non è lavoro. è la mia vita. come posso spiegarlo? ogni piccola cosa diventa parte di me. come puoi non capire? come puoi non sentire?
e alla fine piegherò la testa. sconfitto. nulla di più e nulla di meno.
non voglio vederti stasera, non voglio sentirti. non ce la faccio più.
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