giovedì 1 dicembre 2011
fuori è notte..in fondo sono le 4.00 qui, in italia meno due ore.. mi dice che qui in questo periodo c'è il ramadam per cui fino al tramonto non si può bere, non si può mangiare,non si può fumare,non si può fare nulla se non di nascosto. stai attento mi dice, nulla per strada se no ti portano in galera. e poi arriva la carrellata di cose che non vanno. pare non vada nulla nei locali qui. pare sia un gran casino.
albergo. doccia. letto.
non riesco a dormire.. alle cinque mi fa compagnia il canto del muezzin.. se si scrive in questo modo non lo so. è strano..coinvolgente. e così passa la notte, pensando all'italia, e all'aria condizionata che va a mille. fa quasi freddo qui dentro questa stanza.
ormai è mattina, mi ha fatto vedere dove andare..al whada mall. ci posso andare a piedi..non è lontano. sono di fronte alla porta d'uscita dell'albergo e mi vengono in mente le raccomandazioni di melissa... stia attento, il caldo è insopportabile.
ok. con calma. un paio di passi fuori e se poi si sta male si rientra al volo. esco. UAAAAA. sì, caldo accidenti, sembra di stare davanti ad un forno.. l'aria è umida, le braccia si bagnano di acqua o sudore... però dai non è così.. infernale.
metto gli occhiali e...sono coperti di condensa. non ci posso credere, scoppio a ridere mentre degli operai mi guardano stupiti.
zaino in spalle e via.
la strada sembrava più breve ed anche il caldo meno intenso.
al whada mall.
tante parole, la presentazione dei ragazzi con nomi così complicati per me. ed ancora mille parole. le cose non vanno.. non vanno. mille problemi di gestione,di personale,di organizzazione,di soldi.
ma ora sei arrivato tu.
io.
io non sono...
mi spiega il lavoro..la situazione.
arriva un uomo alto con voce sonante o forse meglio dire tuonante. mi dà il benvenuto ed anche lui mi dice dei mille problemi sintetizzati alla fine in un nome.
se ne va come è arrivato, in un gran casino dicendomi che mi porta all'ikea domani. ok.
giro per la mall. incuriosito. tutto è strano per me, nuovo. i vestiti, i profumi, le sensazioni.
il giorno finisce in fretta.
ikea.
ci si va in taxi fin laggiù, è vicino al ferrari world. ora so che si chiama yas island. continuo a guardare fuori dal finestrino mentre il tipo scatta foto con la mia macchinetta ed ancora mi parla dei casini che ci sono. e dei ragazzi filippini.. non ne pensa proprio bene. proprio no.
non ha una parola gentile per loro.
certo che sono proprio arrivato nella merda.
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