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giovedì 1 dicembre 2011

.... sette agosto. mattina presto. la valigia è pronta sul letto con dentro qualche maglietta, pantaloni e costumi. ho messo anche qualche cd di musica e qualche film... mi guardo intorno e penso che per cinque mesi non vedrò più questa casa e i miei cari.. il telefono certo ma non è la stessa cosa di un contatto.. di un calore. sono pronto. se così si può dire. il mio boss è arrivato, mi accompagnerà in treno fino a marco polo e poi là sarò solo. durante il viaggio si parla, si ride, io sono talmente nervoso che nemmeno sento. guardo fuori dal finestrino e in un attimo ci ritroviamo sul pulmino per l'aereoporto. un caffè. mamma non piangere torno presto e poi ti chiamo ogni sera. boss tieni cura al locale mi raccomando. se ne vanno. ok. faccio il check in, meglio se no va a finire che non parto più.. zona sterile. sto aspettando l'imbarco mentre nelle orecchie esplode my immortal.. guardando la porta d'imbarco continuo a chiedermi che cazzo sto facendo.. ma è come uno zombie che mi incammino e nel momento in cui varco la soglia d'entrata dell'aereo ho come la sensazione di cadere nel vuoto. si decolla. continuo a seguire con lo sguardo venezia che si allontana fino a non vederla più. ora sì sono solo. il volo sembra interminabile e per di più verso una meta completamente nuova.. che cazzo ne so io degli emirati arabi? e poi sto scalo a sto paese di cui non ricordo nemmeno il nome.. devo stare attento a non perdere il volo che mi porta ad abu dhabi. scalo. il posto si chiama doha. non chiedermi dove si trova, non lo so, da qualche parte del mondo... fortunatamente l'attesa è breve e si riparte per la meta finale. stavolta in volo mi addormento.. sono stanco. in fondo ho passato qualche notte in bianco, un pò festeggiando, un pò per nervosismo. abu dhabi. manco so dove si prendono le valigie... alla mo mi arrangio riesco ad uscire dall'aereoporto. la mia collega. meno male, parla italiano e la conosco. stramazzo che caldo... respirando ti entra fino in fondo ai polmoni, l'aria è quasi bagnata e pesante..ma forse sono solo stanco.. lei mi dà il benvenuto parlandomi del caldo e dell'umidità e che ora pigliamo un taxi che c'è ancora un sacco di strada prima di arrivare in albergo. ok. sì.

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